
Introduzione
Le lesioni degli hamstrings rappresentano gli infortuni muscolari più comuni nei calciatori maschi e richiedono spesso tempi di recupero lunghi. Data l’alta incidenza di recidive e i costi elevati, strategie efficaci di prevenzione e riabilitazione aiutano a garantire un ritorno rapido e sicuro all’attività sportiva.
Il meccanismo più frequente di infortunio del bicipite femorale (BF) nel calcio si verifica durante la corsa o una improvvisa perdita di accelerazione ad alta velocità. La giunzione muscolo-tendinea del capo lungo del BF subisce il maggior numero di lesioni. Nonostante le conoscenze sul meccanismo dell’infortunio e sui fattori di rischio, la comprensione completa dell’epidemiologia rimane limitata, come conferma l’elevata incidenza di recidive.
Studi biomeccanici e cinematici mostrano che il BF subisce i più alti livelli di stretching nella fase terminale dell’oscillazione durante la corsa ad alta velocità, probabilmente spiegando la sua maggiore vulnerabilità. Altri fattori, come le differenze funzionali tra i ventri muscolari biarticolari degli hamstrings, possono contribuire al rischio di lesione.
Sia il semitendinoso (ST) sia il BF raggiungono un’attivazione eccentrica massima nella transizione tra l’oscillazione e la fase iniziale statica. Questi muscoli lavorano in sinergia alternandosi in modelli complessi di coordinazione neuromuscolare: il BF è attivo prevalentemente verso la metà o la fine della fase dinamica, mentre il ST domina nella fase finale dell’oscillazione. Un adeguato coordinamento neuromuscolare e intramuscolare è quindi essenziale. Modelli di attivazione alterati aumentano il rischio di recidive.
Esami diagnostici
I modelli di reclutamento sinergico intramuscolare e la cooperazione tra BF, ST e semimembranoso (SM) rimangono poco studiati. L’elettromiografia (EMG) consente di valutare il reclutamento muscolare e i pattern di attivazione, ma la scarsa accuratezza spaziale e il crosstalk ne limitano l’uso per l’analisi intramuscolare nel BF.
La risonanza magnetica funzionale (fMRI) permette di mappare con precisione i modelli di reclutamento intra- e intermuscolare, misurando l’attività metabolica. Pur non fornendo dati in tempo reale sulla quantità e la tempistica dell’attività muscolare, la fMRI ha permesso di studiare l’attivazione in diversi gruppi muscolari (flessori cervicali, estensori della colonna, quadricipiti, posteriori della coscia e adduttori) e di identificare pattern compensativi in patologie come il dolore femoro-rotuleo e lombare cronico.
Studi con fMRI hanno anche confrontato l’attività dei ventri muscolari degli hamstrings durante esercizi specifici per identificare quelli più efficaci nella prevenzione degli infortuni. Tuttavia, questa tecnica non è stata utilizzata per valutare proporzioni intramuscolari di attività e pattern di coordinazione neuromuscolare in atleti a rischio di infortunio.
Metodi
Lo studio ha coinvolto 27 calciatori sani e 27 calciatori con precedenti lesioni agli hamstrings completamente recuperati. Il protocollo prevedeva una scansione a riposo, un esercizio eccentrico bilaterale intenso per gli hamstrings e una scansione post-esercizio.
Durante la fase T2 della fMRI, i ricercatori hanno esaminato eventuali differenze nell’attivazione metabolica tra i diversi ventri muscolari degli hamstrings e tra il gruppo di atleti infortunati e il gruppo di controllo.
Risultati
I risultati suggeriscono che la vulnerabilità degli hamstrings nel calcio dipende dalla complessità e dalla coerenza nel reclutamento sinergico tra BF e ST. Sono emerse differenze nella distribuzione del coordinamento e nell’attività neuromuscolare, con il BF che compensa parzialmente la ridotta capacità del ST, aumentando probabilmente il rischio di lesione del BF stesso.












