Infortuni nella corsa: il ruolo della biomeccanica e della forza muscolare

0
1060
Sagome di corridori su una strada al tramonto, simbolo della pratica della corsa e del movimento.
Runner in azione al tramonto, un'immagine che rappresenta il mondo della corsa e le sue sfide fisiche.

INTRODUZIONE

La corsa è una delle forme di esercizio fisico più popolari, con oltre 50 milioni di corridori solo negli Stati Uniti. Tuttavia, fino al 70% dei corridori sviluppa un’infortunio da sovraccarico entro un anno. I corridori alle prime armi sono particolarmente a rischio, con tassi di infortunio più alti rispetto a corridori ricreativi, competitivi o maratoneti. Prevenire gli infortuni nei principianti è fondamentale, poiché un primo infortunio può scoraggiare la continuità dell’attività fisica. Diverse ricerche hanno individuato errori comuni nell’allenamento che aumentano il rischio di lesioni, così come specifici fattori biomeccanici e di forza muscolare.

CAUSE DEGLI INFORTUNI NELLA CORSA

Errori nell’allenamento

Uno dei principali fattori di rischio è l’aumento eccessivo del chilometraggio in un breve periodo, che non permette al sistema muscolo-scheletrico di adattarsi allo stress meccanico della corsa.

  • La regola del 10% di incremento settimanale è spesso consigliata, ma studi recenti hanno dimostrato che non è sempre efficace nel ridurre il tasso di infortuni.
  • Corridori con una precedente esperienza in sport a basso impatto (nuoto, ciclismo) tendono ad avere un’incidenza maggiore di lesioni quando iniziano a correre.

Biomeccanica della corsa e rischio di infortuni nella corsa

La biomeccanica gioca un ruolo chiave nella predisposizione agli infortuni. Alcuni parametri biomeccanici associati alle lesioni sono:

Tuttavia, non è chiaro se i corridori alle prime armi presentino queste alterazioni biomeccaniche prima di iniziare un programma di corsa o se queste si sviluppino nel tempo.

Forza muscolare e rischio di infortuni nella corsa

Un deficit di forza della muscolatura dell’anca è stato associato a un aumento del rischio di lesioni.

  • Corridori infortunati mostrano squilibri significativi nei muscoli abduttori e rotatori esterni dell’anca.
  • Donne con dolore femoro-rotuleo presentano una riduzione della forza di:
    • 26% negli abduttori dell’anca
    • 36% nei rotatori esterni
  • Donne con sindrome della bendelletta iliotibiale mostrano una debolezza degli abduttori dell’anca del 20% rispetto ai controlli sani.

Forza e biomeccanica sono spesso analizzate insieme, ma la relazione tra i due aspetti non è ancora del tutto chiara. Alcuni modelli suggeriscono che un deficit di forza può essere compensato fino al 40% prima di influenzare la biomeccanica della corsa.

STUDIO: ANALISI DI BIOMECCANICA E FORZA NEI CORRIDORI PRINCIPIANTI

Obiettivo dello studio

Gli autori hanno analizzato le differenze biomeccaniche e di forza tra corridori esperti e corridori alle prime armi di sesso femminile, con due principali obiettivi:

  1. Identificare differenze nella biomeccanica e nella resistenza muscolare.
  2. Valutare la relazione tra la forza dell’anca e la cinematica durante la corsa.

Metodologia

Sono stati coinvolti 38 corridori femminili, suddivisi in:

  • 19 corridori esperti
  • 19 corridori principianti

Le misurazioni includevano:

Risultati principali

  • Nessuna differenza significativa nel picco di impatto, velocità di carico o cinematica dell’anca.
  • I corridori principianti hanno mostrato una tendenza clinicamente significativa a una maggiore rotazione interna dell’anca di 3,8°.
  • I principianti avevano una minore resistenza nel side-plank, correlata a un maggiore angolo di rotazione interna dell’anca.
  • Forza isometrica dell’anca → non correlata alla cinematica della corsa.

CONCLUSIONI E IMPLICAZIONI CLINICHE

Questo studio suggerisce che la prevenzione degli infortuni nei corridori alle prime armi dovrebbe concentrarsi su:

Miglioramento della resistenza del tronco → il side-plank può essere un esercizio utile.
Allenamento del controllo neuromuscolare piuttosto che il solo aumento della forza dell’anca.
Monitoraggio della biomeccanica individuale per identificare eventuali schemi di corsa a rischio.

I risultati indicano che la sola forza isometrica dell’anca non è un predittore affidabile delle alterazioni biomeccaniche nella corsa. L’attenzione dovrebbe quindi essere posta sulla resistenza e sul controllo neuromuscolare, piuttosto che solo sulla forza muscolare.

Per maggiori informazioni leggi il Full English Version qui sotto.

Articolo precedenteVarianti anatomiche del nervo mediano
Articolo successivoCorrelazione tra asimmetria scapolare e dolore cervicale

LASCIA UN COMMENTO