
Dolore all’anca nei ballerini: un possibile segnale di FAI? Forza, ROM e test di salto per riconoscerlo
Nel mondo della danza, l’eleganza dei movimenti nasconde spesso un rischio silenzioso: il dolore all’anca. Questa regione anatomica rappresenta infatti la seconda sede più colpita da lesioni nei ballerini, con un’incidenza stimata di circa 0,77 infortuni ogni 1000 ore di danza. Il dolore è frequentemente localizzato nella zona inguinale e antero-prossimale della coscia, aree spesso associate a una condizione nota come impingement femoro-acetabolare (FAI).
Il FAI si verifica quando la testa o il collo del femore entrano in conflitto con il margine dell’acetabolo, provocando stress a capsula articolare, sinovia e labbro acetabolare. A differenza della popolazione generale, nei ballerini il FAI non è sempre correlato a morfologie ossee anomale: sono piuttosto le esigenze biomeccaniche estreme della danza e l’elevata frequenza di allenamento a rappresentare il vero fattore di rischio.
Nonostante l’elevata prevalenza di sintomi all’anca, esistono pochi strumenti specifici di valutazione per il FAI nei danzatori, e la maggior parte degli screening attualmente impiegati si limita alla misurazione di ROM, elasticità muscolare e forza isometrica. Tuttavia, nessuno di questi test include una valutazione dinamica funzionale, come il salto e l’atterraggio, movimenti chiave nelle performance coreografiche.
Obiettivo dello studio sul dolore all’anca nei ballerini
Lo studio ha voluto indagare se i ballerini con segni clinici di FAI presentino differenze nel range articolare dell’anca (ROM),forza isometrica dei principali muscoli dell’anca, prestazioni nei test funzionali di salto (triplo salto mediale, laterale e salto incrociato) rispetto a ballerini sani.
L’ipotesi degli autori era che i danzatori con FAI avrebbero mostrato minore forza muscolare, ridotte prestazioni funzionali e differenze nel ROM rispetto ai controlli.
Metodi
Lo studio ha coinvolto 15 ballerini con FAI (età media 18–21 anni, dolore anteriore e test clinici positivi), 13 ballerini sani, senza sintomi.
I test effettuati:
ROM passivo dell’anca (flessione, rotazioni),
forza isometrica in cinque direzioni (flessione, estensione, abd/add, rotazioni)
test di triplo salto mediale, triplo salto laterale, e salto incrociato.
Risultati
Range di movimento (ROM)
Nessuna differenza significativa in: flessione: FAI 147° vs sani 145°, rotazione interna: FAI 61° vs sani 63°, rotazione esterna: FAI 34° vs sani 37°.
Forza isometrica
Solo la forza in estensione dell’anca è risultata significativamente ridotta nei soggetti con FAI (224 N ± 55) rispetto ai controlli (293 N ± 58).
Nessuna differenza significativa per flessione, abduzione, adduzione o rotazioni.
Prestazioni nei test di salto
Triplo salto mediale: FAI 354 cm ± 43 vs sani 410 cm ± 50 → significativamente inferiore.
Triplo salto laterale: FAI 294 cm ± 38 vs sani 344 cm ± 54 → significativamente inferiore.
Salto incrociato: nessuna differenza significativa (tempo medio 2,7 s vs 2,5 s).
Dolore all’anca nei ballerini: conclusioni cliniche
I ballerini con FAI presentano una riduzione specifica della forza degli estensori dell’anca e mostrano prestazioni inferiori nei test dinamici di salto rispetto ai ballerini asintomatici. Questi risultati suggeriscono alcune considerazioni.
I test dinamici come il triplo salto mediale e laterale possono essere utili nel rilevare disfunzioni funzionali associate al FAI,
La forza degli estensori dell’anca (grande gluteo e catena posteriore) dovrebbe essere monitorata e potenziata nei programmi di prevenzione e rientro in campo,
Il ritorno alla danza dovrebbe prevedere test di performance dinamica, non solo il recupero del ROM o della forza statica.
Dolore all’anca nei ballerini: implicazioni per la fisioterapia
Per il fisioterapista che lavora nel mondo della danza, questo studio rappresenta un punto di svolta: valutazioni troppo statiche rischiano di trascurare i fattori dinamici coinvolti nel dolore dell’anca.
L’uso di test come il triplo salto può fornire indicatori sensibili dello stato funzionale e della prontezza al ritorno in scena e un’attenzione specifica va posta sul rinforzo degli estensori, spesso trascurati a favore della flessibilità.
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