
Frattura pluriframmentaria della testa radiale: tecnica chirurgica e considerazioni biomeccaniche
Le fratture della testa radiale rappresentano una sfida complessa in ambito ortopedico, soprattutto nei casi pluriframmentari (Mason tipo 3) o quando si associano a fratture del collo del radio (Mason tipo 4).
Sebbene l’asportazione della testa radiale possa offrire risultati funzionali accettabili, compromette la stabilità postero-rotatoria del gomito, causando varismo (4,8°), instabilità rotatoria esterna (10,4°) e alterazioni della cinematica dell’arto superiore.
Per evitare l’escissione completa, sono emerse diverse strategie chirurgiche:
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Frattura Mason Tipo 1 → trattamento conservativo con immobilizzazione
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Frattura Mason Tipo 2 → osteosintesi con viti
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Frattura Mason Tipo 3 e 4 → rimozione della testa radiale o impianto protesico
Tuttavia, le protesi radiali presentano limiti sia biomeccanici sia funzionali. Per questo motivo, quando possibile, conviene salvare la testa radiale. L’autore propone una tecnica innovativa di fissazione, testata su modelli sawbone, che utilizza un filo di sutura bioassorbibile per ripristinare l’integrità anatomica.
Tecnica chirurgica per la frattura di Mason
Il chirurgo può eseguire l’intervento attraverso un approccio laterale di Kocher (standard) oppure un approccio laterale esteso di Kocher nei casi che richiedono maggiore esposizione. L’operatore mantiene l’avambraccio in posizione neutra, allineando correttamente stiloide ulnare e radiale.
Fasi della procedura
1. Visualizzazione della frattura
Si accede direttamente alla testa radiale e alla tuberosità bicipitale, identificando i principali frammenti ossei.
2. Preparazione della sintesi
Il chirurgo perfora i frammenti con un ago curvo red-hotted, utilizzando elettrocauterizzazione. La creazione precisa dei canali evita un indebolimento eccessivo dell’osso.
3. Posizionamento del filo bioassorbibile
Il filo attraversa i quattro frammenti principali, formando una configurazione a cifra di otto che massimizza la stabilità.
4. Tensionamento e fissazione finale
Il chirurgo serra il nodo per garantire la corretta congruenza articolare. Infine, verifica il posizionamento mediante la mobilizzazione del gomito.
Questa tecnica consente di preservare l’anatomia della testa radiale, riducendo le complicanze legate alla protesizzazione e abbattendo il rischio di instabilità residua.
Discussione
La testa radiale è fondamentale per: la stabilità in valgo, il controllo della rotazione esterna dell’avambraccio e l’assorbimento delle forze trasmesse attraverso il radio.
L’asportazione della testa radiale modifica la biomeccanica del gomito, aggravando eventuali lesioni associate dei legamenti collaterali mediali e laterali.
Limiti dell’impianto protesico della testa radiale
L’uso di protesi radiali metalliche presenta diversi problemi:
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Dolore e rigidità articolare dovuti all’eccessivo serraggio del radio
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Stress-shielding, con riassorbimento osseo progressivo
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Difficoltà nell’inserimento anatomico ottimale
Per questi motivi, la protesizzazione è indicata soprattutto nei pazienti anziani, mentre nei giovani attivi è preferibile adottare una strategia conservativa per evitare interventi di revisione.
Considerazioni finali sulla gestione della frattura di Mason
La gestione delle fratture pluriframmentarie della testa radiale rappresenta una sfida ortopedica complessa.
La tecnica proposta, testata su modelli sawbone, offre una soluzione alternativa alla protesizzazione, garantendo un ripristino anatomico più vicino alla fisiologia articolare.
L’applicazione clinica di questa tecnica potrebbe ridurre il numero di asportazioni della testa radiale e migliorare la prognosi funzionale nei pazienti giovani e attivi.












