
Nel contesto delle patologie di spalla, il dolore anteriore e laterale rappresenta uno dei motivi più frequenti di consulto fisioterapico. Tra i test clinici maggiormente utilizzati per l’identificazione di un conflitto subacromiale, il Test di Hawkins-Kennedy riveste un ruolo centrale grazie alla sua semplicità e buona sensibilità clinica.
Il test viene eseguito con il paziente in posizione seduta o supina. Il clinico porta la spalla in flessione a 90 gradi mantenendo il gomito flesso, quindi applica una rotazione interna passiva dell’omero. Questa manovra riduce lo spazio subacromiale, comprimendo strutture come il tendine del sovraspinato e la borsa subacromiale. La comparsa di dolore nella regione antero-laterale della spalla è indicativa di un test positivo.
Un esempio pratico è il paziente che riferisce dolore durante attività sopra la testa, come sollevare oggetti o praticare sport overhead. In questi casi, il Test di Hawkins-Kennedy aiuta il fisioterapista a orientarsi verso una diagnosi funzionale di sindrome da impingement, distinguendola da problematiche cervicali o da instabilità articolari. Il test assume maggiore valore clinico se inserito all’interno di una valutazione completa che includa anamnesi, osservazione del movimento e altri test specifici.
Durante l’esecuzione è fondamentale controllare la velocità del movimento e monitorare attentamente la risposta del paziente, evitando manovre brusche che potrebbero alterare la percezione del dolore. Un risultato positivo indirizza il trattamento verso strategie mirate alla riduzione del carico subacromiale, al miglioramento del controllo scapolare e al recupero della mobilità articolare.
Per il professionista sanitario, il Test di Hawkins-Kennedy rappresenta uno strumento clinico affidabile per l’inquadramento delle patologie da conflitto della spalla, contribuendo a una presa in carico più precisa e a un percorso riabilitativo basato sull’evidenza clinica.
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