
Dolore all’articolazione sterno-clavicolare: nuove evidenze cliniche e diagnostiche
Il dolore articolare, definito come dolore localizzato nella sede di un’articolazione, è spesso clinicamente identificabile tramite test di provocazione, e idealmente si attenua completamente a seguito di un’infiltrazione con anestetici locali nell’articolazione sintomatica. Il dolore all’articolazione sterno-clavicolare (SCJ) rappresenta una condizione rara, ma, come le altre articolazioni, può essere colpita dagli stessi processi patologici.
L’artrosi è la patologia non traumatica più frequente della SCJ. Altri quadri patologici comprendono: artrite post-traumatica, artrite settica, artriti infiammatorie sieropositive (come l’artrite reumatoide) e sieronegative (spondilite anchilosante, sindrome di Reiter, artrite psoriasica), oltre a forme da deposito di cristalli come gotta e pseudogotta. Patologie più rare comprendono la malattia di Friedrich, osteite condensante, sindrome SAPHO (sinovite, acne, pustolosi, iperostosi, osteite), e neoplasie, sia primarie (es. sarcoma di Ewing), sia secondarie (es. carcinomi metastatici).
Clinicamente, i pazienti si presentano con dolore meccanico e/o gonfiore localizzato in sede sterno-clavicolare. Tuttavia, in molti casi il dolore può irradiarsi in aree lontane, come il triangolo del trapezio, la clavicola laterale, la regione anteriore della spalla, il collo e perfino la mandibola. Questo quadro può sovrapporsi a sindromi da impingement acromiale, disfunzioni subacromiali o cervicali, rendendo la diagnosi più complessa.
La tomografia computerizzata (TC) è attualmente il metodo di imaging più utilizzato per lo studio della SCJ. Tuttavia, l’uso esclusivo di test passivi o di immagini non sempre è sufficiente a identificare con precisione l’origine del dolore. A oggi, non esistono test clinici attivi convalidati per la valutazione funzionale specifica della sterno-clavicolare. Questo studio si è proposto di valutare il valore diagnostico di due nuovi test clinici attivi: la protrazione scapolare attiva e la retrazione scapolare attiva, come strumenti per identificare la SCJ come causa del dolore meccanico.
Metodi
Sono stati inclusi nello studio tutti i pazienti che tra giugno 2011 e ottobre 2013 si sono presentati con dolore atraumatico nella regione sterno-clavicolare presso tre reparti di ortopedia.
I parametri clinici analizzati sono stati:
– presenza di gonfiore localizzato alla SCJ
– dolore evocato alla palpazione, durante l’elevazione del braccio e durante la protrazione e retrazione scapolare attiva
Tutti i pazienti sono stati sottoposti a esame TC e infiltrazione articolare ecoguidata con anestetico locale. La diagnosi di dolore da SCJ è stata confermata se, dopo infiltrazione, il dolore si riduceva di almeno il 50%. I pazienti sono stati quindi divisi in due gruppi: risposta positiva all’iniezione (≥50% riduzione del dolore) o nessuna risposta.
I dati raccolti hanno permesso di calcolare la sensibilità e la specificità dei test clinici e strumentali.
Risultati
Sono stati valutati 48 pazienti. In 44 di essi (91,7%) la diagnosi di dolore articolare alla SCJ è stata confermata tramite risposta positiva all’iniezione intra-articolare.
Le performance diagnostiche sono state le seguenti:
– Dolore alla palpazione: sensibilità 93%
– Protrazione scapolare attiva: sensibilità 86%
– Retratione scapolare attiva: sensibilità inferiore ma specificità utile
– TC: sensibilità 84%
– Gonfiore locale: specificità 100%
Conclusioni cliniche
La protrazione scapolare attiva si è rivelata un test clinico sensibile ed efficace per individuare l’articolazione sterno-clavicolare come causa di dolore meccanico. Quando combinato con la palpazione mirata e la valutazione TC, consente una diagnosi più accurata nei pazienti con dolore non traumatico alla regione anteriore del torace e della spalla.
Per i fisioterapisti e i clinici che trattano dolori di spalla, la conoscenza di questi test può migliorare la capacità di diagnosi differenziale e guidare la scelta di trattamenti mirati. In particolare, l’utilizzo sistematico del test di protrazione scapolare attiva potrebbe essere integrato nella valutazione funzionale di pazienti con dolore sospetto di origine sterno-clavicolare.












