Alcol e mal di testa

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Bicchiere di vino rosso riempito da una bottiglia, simbolo del legame tra alcol e mal di testa.
Il consumo di alcol può essere un fattore scatenante per il mal di testa, in particolare per l’emicrania e la cefalea tensiva.

Alcol e cefalea: qual è il ruolo delle bevande alcoliche nell’innesco del mal di testa?

Molti alimenti vengono considerati potenziali fattori scatenanti dell’emicrania, ma la relazione tra dieta e cefalea rimane ancora poco chiara. Tra questi, l’alcol è uno dei pochi elementi che sembra avere un effetto diretto e documentato sulla comparsa del mal di testa, anche se la sua reale importanza è ancora oggetto di dibattito.

Diversi studi hanno dimostrato che le bevande alcoliche (Alcoholic Drinks – ADS) possono fungere da trigger per l’emicrania, almeno occasionalmente, in circa un terzo dei pazienti emicranici, mentre nel 10% dei casi l’innesco è più frequente e consistente. Alcuni dati suggeriscono che l’alcol possa essere un trigger anche per la cefalea tensiva (TH), sebbene i meccanismi fisiopatologici siano ancora poco chiari.

Nella classificazione della International Headache Society (IHS), la cefalea indotta dall’alcol viene inclusa tra le cefalee secondarie, nella sezione Cefalea attribuita a una sostanza o alla sua non assunzione. Tuttavia, la distinzione tra una cefalea da sbornia e un’emicrania innescata dall’alcol in pazienti predisposti non è sempre netta e rappresenta un tema di discussione.

L’alcol è stato identificato come un potenziale trigger per diversi tipi di cefalea primaria, suggerendo che possa esistere un meccanismo comune nella patogenesi di questi disturbi. Questo studio ha analizzato il ruolo dell’alcol nell’innesco del mal di testa e ha cercato di correlare i risultati con le principali teorie patogenetiche sulle cefalee primarie.

Metodi

Per condurre questa analisi, è stata effettuata una revisione della letteratura attraverso PubMed, prendendo in considerazione gli studi pubblicati dal 1988 (anno della prima classificazione IHS) a dicembre 2014.

I termini di ricerca utilizzati sono stati:

Alcol, vino, trigger alimentari, emicrania, mal di testa.

Sono stati inclusi esclusivamente studi scritti in inglese che riportavano una percentuale numerica di pazienti che indicavano l’alcol come fattore scatenante della cefalea. In totale, sono stati selezionati 35 studi che soddisfacevano questi criteri.

Possibili meccanismi dell’innesco del mal di testa da alcol

L’esatto meccanismo con cui l’alcol induce cefalea non è ancora del tutto chiaro, ma si ipotizza che l’attivazione dei nocicettori meningei attraverso un meccanismo infiammatorio e vasodilatatorio possa giocare un ruolo chiave nell’emicrania.

1. Ruolo della vasodilatazione

• Studi su modelli animali suggeriscono che l’alcol, similmente alla capsaicina, provochi infiammazione neurogena nel sistema trigeminovascolare, stimolando la liberazione di CGRP (Calcitonin Gene-Related Peptide) dalle terminazioni nervose sensoriali.

È noto che dosi basse-moderate di alcol aumentano il flusso sanguigno cerebrale attraverso la vasodilatazione. Questo effetto è più marcato nelle donne e varia in base alla sensibilità individuale all’alcol.

Tuttavia, il semplice meccanismo vasodilatatorio non sembra sufficiente a spiegare il mal di testa indotto dall’alcol, poiché esiste una discordanza tra vasodilatazione cranica e mal di testa provocato da farmaci.

2. Cortical Spreading Depression (CSD) e attivazione del dolore

L’alcol sembra influenzare il fenomeno della Cortical Spreading Depression (CSD), un’ondata di eccitazione neuronale seguita da una rapida inibizione che si propaga attraverso la corteccia cerebrale e che è considerata il meccanismo alla base dell’aura emicranica.

L’infusione di etanolo riduce la velocità di propagazione della CSD, suggerendo che l’alcol possa ridurre l’eccitabilità corticale, almeno nelle fasi iniziali dell’assunzione.

3. Coinvolgimento dei circuiti sottocorticali e del sistema antinocicettivo

Un’ipotesi unitaria suggerisce che l’alcol possa attivare specifici percorsi neuronali sottocorticali, responsabili della modulazione del dolore.

Alcuni studi suggeriscono che l’alcol potrebbe interferire con il sistema antinocicettivo, provocando un’alterazione della percezione del dolore, una teoria nota come deafferentazione funzionale.

4. Effetti Pparadossali: analgesia iniziale e successiva iperalgesia

Le proprietà anestetiche e analgesiche dell’alcol sono note da secoli, e alcuni individui lo utilizzano come automedicazione per il dolore.

Tuttavia, esperimenti su animali dimostrano che, nelle prime 2 ore dopo l’ingestione di alcol, si verifica un effetto analgesico.

Dopo 4-6 ore, invece, si osserva un aumento della sensibilità al dolore (iperalgesia), probabilmente legato a meccanismi di rimbalzo del sistema nervoso centrale.

Lo stesso fenomeno è stato descritto negli esseri umani, dove l’alcol somministrato per via endovenosa ha un iniziale effetto analgesico, seguito da una fase di ipersensibilità al dolore, in particolare nei soggetti con astinenza da alcol.

Conclusioni

Le bevande alcoliche rappresentano un trigger documentato per i principali tipi di cefalee primarie, in particolare per l’emicrania senza aura (MO) e la cefalea a grappolo (CH). Tuttavia, la loro influenza sulla emicrania con aura (MA) e sulla cefalea tensiva (TH) è ancora oggetto di dibattito.

Sebbene l’alcol possa innescare un attacco di emicrania anche in piccole dosi, la frequenza e l’intensità dell’attacco variano a seconda della popolazione studiata e del metodo di ricerca utilizzato.

I meccanismi vasodilatatori sembrano giocare un ruolo, ma non spiegano completamente il fenomeno.

È più probabile che l’alcol agisca attraverso un’interferenza sui circuiti sottocorticali modulatori del dolore, stimolando aree come l’ipotalamo (cefalea a grappolo) e la corteccia/talamo (emicrania con aura).

Questi risultati sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per comprendere appieno i meccanismi attraverso cui l’alcol innesca il mal di testa e per identificare strategie di prevenzione più efficaci per i pazienti predisposti.

 

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