
Gli effetti sulla stabilizzazione scapolare della terapia basata sull’esercizio per il dolore, la postura, l’elasticità e la mobilità della spalla nei pazienti con sindrome da impingement scapolo-omerale.
Introduzione
La sindrome da impingement scapolo-omerale (SIS) è un disturbo comune per i pazienti di tutte le età e con diversi livelli di attività. Essa è stata definita come la compressione e l’abrasione meccanica delle strutture della cuffia dei rotatori che passano sotto l’arco coraco-acromiale durante l’elevazione del braccio.
Una vasta gamma di fattori è coinvolta nell’eziologia della SIS:
-
Anomalie anatomiche dell’arco coraco-acromiale o della testa omerale
-
Ischemia da sovraccarico
-
Sovraccarico eccentrico ripetitivo
-
Scarsa coordinazione muscolare (tra cuffia dei rotatori e muscoli scapolari)
-
Cattiva postura
-
Discinesia scapolare
Fattori di rischio e impatto funzionale
Le persone che eseguono movimenti ripetitivi, legati ad attività lavorative o sportive, sono a rischio di SIS.
Il dolore e la disfunzione si manifestano tipicamente durante l’elevazione del braccio, un movimento comune nella vita quotidiana e nello sport.
I pazienti spesso riferiscono una perdita di forza nei muscoli del cingolo scapolare, con rischio di perdita di indipendenza fisica e impatto sulle attività lavorative, con conseguenze socioeconomiche importanti.
Ruolo della scapola nella funzione gleno-omerale
La posizione scapolare e i suoi movimenti sul torace sono elementi fondamentali per il corretto funzionamento della spalla.
Nel quarto superiore del ROM (range of motion) della spalla, la scapola fornisce una base stabile per la mobilità gleno-omerale.
La stabilità scapolare dipende dalla muscolatura circostante, che deve posizionare dinamicamente la glenoide per garantire efficienza al movimento.
Durante l’elevazione del braccio, è essenziale il contributo della muscolatura stabilizzatrice scapolare.
I principali muscoli stabilizzatori sono:
-
Romboidi maggiore e minore
Questi muscoli agiscono in sinergia con la cuffia dei rotatori, per controllare la cinematica scapolare.
Alterazioni della funzione scapolare nella SIS
La debolezza o disfunzione dei muscoli scapolari può compromettere il posizionamento scapolare e alterare la meccanica, con:
-
Sollecitazioni anomale alla capsula articolare
-
Compressione della cuffia dei rotatori
-
Riduzione delle prestazioni funzionali
Numerose evidenze indicano che, nella SIS, la cinematica scapolo-toracica risulta alterata, con:
-
Schemi motori disfunzionali
-
Traumi macro o micro
-
Ritmi scapolo-omerali anomali
-
Posture scorrette di torace e rachide cervicale
Warner et al. hanno riscontrato una maggiore incidenza di scapole alate durante l’elevazione gleno-omerale, associate a rotazione interna e basculamento anteriore della scapola.
Analisi cinematiche in 3D mostrano:
-
Ridotta retroversione scapolare
-
Minore rotazione verso l’alto
-
Minore rotazione esterna nei pazienti con SIS
Trattamento conservativo della SIS
Nel 90-95% dei casi, il trattamento della SIS è conservativo e può includere:
-
Esercizi di rinforzo per la cuffia dei rotatori
-
Stretching
-
Riposo
-
Esercizi articolari per recupero del ROM
Sono comunemente utilizzate anche:
-
Mobilizzazioni articolari
-
Terapie fisiche strumentali (es. termoterapia, TENS, ultrasuoni)
La terapia basata sull’esercizio riveste un ruolo centrale nella riabilitazione della spalla.
Importanza della stabilizzazione scapolare
Le nuove evidenze nella riabilitazione della spalla sottolineano il ruolo chiave della stabilizzazione dinamica scapolare, poiché la capacità di controllare il basculamento della scapola è essenziale per ripristinare la funzionalità dell’arto superiore.
Una scapola non efficiente porta a:
-
Prestazioni neuromuscolari ridotte
-
Rischio di nuove lesioni alla spalla
Purtroppo, la muscolatura scapolare è spesso trascurata nel trattamento della SIS, portando a programmi riabilitativi incompleti.
Il ripristino della normale attivazione muscolare scapolare, attraverso esercizi di stabilizzazione, è ritenuto dagli autori fondamentale per il successo riabilitativo.
Scopo dello studio
L’obiettivo dell’indagine è confrontare l’efficacia di due approcci terapeutici per la sindrome da impingement della spalla:
-
Esercizi di stabilizzazione scapolare (programma di 6 settimane)
-
Esercizi per il recupero del ROM combinati con terapie fisiche strumentali
I risultati sono stati valutati in termini di dolore, postura, flessibilità e mobilità nei pazienti con SIS.
Potrebbe interessarti:
Sindrome da dolore subacromiale e discinesia scapolare: il ruolo della riabilitazione
La fascia toraco-lombare: il segreto invisibile della locomozione umana












