
Abstract
Le fratture bilaterali della clavicola sono eventi rari, con un’incidenza inferiore allo 0,5% di tutte le fratture clavicolari. Queste lesioni possono essere causate da traumi ad alta energia, con trasmissione di forze di compressione attraverso entrambe le spalle, o da un trauma diretto su un lato che si propaga all’altro.
Spesso passano inosservate, in quanto associate a lesioni toraciche più gravi, a una frattura sintomatica unilaterale più evidente o a radiografie inadeguate del torace.
In questo studio vengono riportati tre casi di fratture bilaterali traumatiche della clavicola, verificatesi in contesti traumatici differenti e in pazienti di diverse età. Tutte le fratture sono state gestite con trattamento conservativo, ottenendo ottimi risultati funzionali e nessuna complicanza.
Si sottolinea l’importanza di una valutazione attenta e sistematica, con esami clinici e radiografici bilaterali delle spalle nei pazienti con trauma ad alta energia o con lesioni da compressione.
Discussione
Le fratture della clavicola rappresentano dal 2% al 5% di tutte le fratture, con un’incidenza nei bambini superiore al 10%. Sebbene le fratture unilaterali siano comuni, quelle bilaterali sono eccezionalmente rare e poco documentate.
Il trattamento conservativo è da tempo considerato l’approccio preferenziale, grazie ai minori rischi rispetto alla chirurgia. Tuttavia, alcuni studi riportano un aumento del rischio di pseudoartrosi o disfunzioni della spalla in caso di fratture bilaterali trattate non chirurgicamente.
Il meccanismo traumatico delle fratture bilaterali è solitamente più complesso rispetto a quello delle fratture unilaterali: coinvolge compressioni simultanee su entrambe le spalle, impatti diretti bilaterali o cadute traumatiche. Tali lesioni sono spesso il risultato di traumi ad alta energia e possono essere associate a danni concomitanti.
Nei tre casi riportati, i meccanismi traumatici erano differenti, ma in tutti si è verificata una trasmissione bilaterale delle forze attraverso le spalle.
-
Nel caso 1, il paziente presentava anche un trauma cranico minore, risolto senza complicanze.
-
Il caso 2 includeva fratture costali e una lesione toracica, trattate conservativamente.
-
Il caso 3 riguardava un trauma da compressione diretta attraverso la spalla.
In uno di questi (caso 2), la frattura di una clavicola fu inizialmente non rilevata e identificata solo dopo una seconda valutazione con radiografie bilaterali. Un’analisi retrospettiva ha rivelato che la frattura, pur composta, era stata sottovalutata all’esame iniziale.
La letteratura tende a favorire il trattamento chirurgico delle fratture bilaterali, soprattutto in presenza di compromissione ventilatoria. Tuttavia, altri studi, come quello di Sutherland et al., riportano risultati funzionali eccellenti anche con il trattamento conservativo.
Nel presente studio, tutti i pazienti hanno ricevuto gestione conservativa e hanno recuperato completamente la funzionalità delle spalle entro 12 settimane.
Conclusioni
Le fratture bilaterali della clavicola, sebbene rare, potrebbero essere più frequenti di quanto suggerito in letteratura. È fondamentale che i clinici, in particolare in presenza di traumi ad alta energia, mantengano un alto livello di sospetto diagnostico, ricorrendo sempre a esami clinici e strumentali adeguati.
I tre casi descritti dimostrano che il trattamento conservativo può portare a risultati funzionali eccellenti, ma evidenziano anche la necessità di studi comparativi più ampi per stabilire le indicazioni più appropriate tra trattamento conservativo e chirurgico in queste lesioni complesse.











