Propriocezione cervicale e dolore al collo

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Dolore cervicale: il ruolo della propriocezione
Il dolore al collo può alterare la percezione della posizione e del movimento.

Joint Position Sense Error nelle persone con dolore al collo: una revisione sistematica.

Propriocezione cervicale e dolore al collo: cosa misura il JPSE

Negli ultimi decenni numerosi studi hanno esaminato il rapporto tra deficit propriocettivi e dolore cervicale, ma le conclusioni non sono uniformi. La propriocezione del rachide cervicale viene valutata clinicamente con il Joint Position Sense Error (JPSE), che misura la capacità di riportare la testa in una posizione definita dopo un movimento.

Cos’è il JPSE e come si esegue

Il test JPSE prevede l’utilizzo di un laser fissato sulla fronte del paziente, che compie movimenti cervicali attivi come rotazioni o flessioni. A occhi chiusi, la persona muove la testa e poi tenta di ritornare alla posizione iniziale o a una posizione “target”. Alla riapertura degli occhi, la distanza tra il punto di riferimento e quello effettivamente raggiunto rappresenta l’errore di riposizionamento (JPSE), espresso in gradi o in centimetri.
Per garantire affidabilità, gli studi più accurati effettuano il calcolo dell’errore su almeno sei ripetizioni, includendo sia l’errore assoluto che quello costante.

Risultati della revisione sistematica

La revisione di de Vries e colleghi (2015) ha analizzato 14 studi che confrontavano il JPSE in persone con dolore cervicale e soggetti sani.
Quattro studi hanno riportato che i pazienti con dolore traumatico al collo, come in caso di colpo di frusta, mostravano un JPSE significativamente maggiore rispetto ai controlli. Degli otto studi su pazienti con dolore non traumatico, la metà ha trovato differenze significative tra i due gruppi. È importante notare che tutti gli studi che avevano previsto almeno sei ripetizioni del test hanno evidenziato un incremento dell’errore nel gruppo con dolore cervicale.

Fattori determinanti per la validità del test

Perché il JPSE fornisca dati attendibili, occorre seguire alcune regole di somministrazione. Il numero di ripetizioni è fondamentale: con meno di sei il test perde sensibilità. I movimenti della testa devono essere lenti e controllati per stimolare la propriocezione e non altri sistemi, come quello vestibolare. Inoltre, la valutazione si esegue in posizione seduta, con un target visivo posto a circa 90 cm, così da limitare compensi posturali.

Conclusioni

Il JPSE è una misura clinica utile e sensibile, a condizione che venga applicata in modo rigoroso. I pazienti con dolore traumatico al collo tendono a mostrare errori di riposizionamento maggiori rispetto ai soggetti sani. Nei casi di dolore non traumatico i risultati sono più variabili, ma una quota significativa di studi rileva comunque alterazioni. Un elemento cruciale per la buona riuscita del test è l’inclusione di almeno sei ripetizioni per ogni movimento, condotte in modo preciso e controllato.

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