
Il capo lungo del bicipite brachiale: anatomia, diagnosi e trattamenti delle patologie associate
Il capo lungo del bicipite brachiale (CLBB) è una struttura anatomica complessa e spesso coinvolta in patologie della spalla. Si tratta di un tendine intra-articolare ed extrasinoviale, che origina dal labbro superiore e dal tubercolo sovraglenoideo della scapola, attraversando poi l’intervallo dei rotatori e uscendo dall’articolazione tramite la scanalatura intertubercolare dell’omero.
Classificazione anatomica
Secondo uno studio cadaverico di Vangsness et al., l’origine del CLBB può essere classificata in quattro varianti. Il tipo più comune è il tipo 3, in cui il tendine origina da entrambi i versanti del labbro glenoideo (anteriore e posteriore). Studi istologici di Luciano et al. hanno inoltre dimostrato che il contributo del labbro anteriore è maggiore di quanto si possa osservare macroscopicamente.
Dal punto di vista biomeccanico, il CLBB ha un’inclinazione obliqua di circa 30-40° mentre attraversa la spalla e lascia l’articolazione attraverso la scanalatura intertubercolare. Questa ha una profondità media di 4 mm e un’inclinazione mediale di 56°, offrendo stabilità al tendine.
Stabilizzatori del capo lungo del bicipite brachiale
Il CLBB è mantenuto in sede da una serie di stabilizzatori intra- ed extra-articolari:
Intra-articolari:
Sistema di puleggia (composto dai legamenti superiore gleno-omerale e coraco-omerale)
Fibre del sottoscapolare e sovraspinoso
Extra-articolari:
Scanalatura intertubercolare dell’omero
Legamento trasverso omerale (meno rilevante nella stabilizzazione)
Il tendine è innervato dal nervo muscolocutaneo (C5-C7) e vascolarizzato da rami delle arterie circonflessa anteriore, soprascapolare e toraco-acromiale. La vascolarizzazione è particolarmente ridotta in un’area denominata zona di scorrimento (1,2 – 3 cm dalla sua origine), rendendola suscettibile a lesioni degenerative.
Funzione del capo lungo del bicipite brachiale
La funzione del CLBB è ancora oggetto di dibattito nella letteratura scientifica. Alcuni autori lo considerano una struttura vestigiale, senza una funzione attiva nella biomeccanica della spalla. Altri sostengono che il CLBB contribuisca a:
Stabilizzazione anteriore della testa omerale
Depressione della testa omerale per prevenire il conflitto subacromiale
In condizioni patologiche, come l’instabilità della spalla o la lesione della cuffia dei rotatori, il CLBB può avere un ruolo compensatorio, ma spesso diventa fonte di dolore. Studi elettromiografici di Levy et al. suggeriscono che il CLBB non ha un ruolo significativo nel movimento della spalla quando la funzione del gomito è isolata, indicando che la sua attivazione potrebbe essere interconnessa ai movimenti del gomito.
Lesioni del capo lungo del bicipite brachiale
Le patologie del CLBB possono essere suddivise in quattro categorie principali:
1. Lesioni degenerative
2. Processi infiammatori
3. Instabilità (sublussazione o dislocazione)
4. Trauma acuto
Le cause infiammatorie si dividono in:
Primarie: più rare (5% dei casi), spesso nei giovani atleti
Secondarie: più comuni, associate a impingement, lesioni della cuffia dei rotatori o lesioni SLAP (Superior Labrum Anterior to Posterior)
Diagnosi delle patologie del capo lungo del bicipite brachiale
La diagnosi è spesso complessa poiché i sintomi non sono specifici. Un esame clinico accurato, supportato da test specifici e diagnostica per immagini, è essenziale.
Esame clinico
Segno di Popeye: indicativo di rottura completa del CLBB
Dolore alla palpazione nel solco intertubercolare
Limitazione dell’elevazione passiva (segno del “bicipite a clessidra”, descritto da Boileau et al.)
O’Brien: spesso positivo nelle lesioni SLAP
Yergason: positivo in caso di instabilità del CLBB
Anestetico: iniezione di anestetico locale nello spazio subacromiale o nel solco intertubercolare per differenziare il dolore causato da CLBB da altre patologie della spalla
Diagnostica per immagini
Radiografia con vista tangenziale (metodo Fisk): utile per valutare la morfologia della scanalatura intertubercolare
Ecografia: elevata sensibilità e specificità nelle rotture complete, meno affidabile nelle sublussazioni minori
Risonanza Magnetica (MRI): sensibilità del 52%, aumentata al 90% con artro-MRI con contrasto
Artroscopia: gold standard per la diagnosi, consente la valutazione della stabilità del tendine e delle lesioni associate
Classificazione delle lesioni
Habermeyer et al.: 4 tipi basati sull’integrità della puleggia bicipitale
Walch et al.: classificazione secondo la sede anatomica della lesione
Lafosse et al.: classificazione basata su artroscopia
Trattamento delle patologie del capo lungo del bicipite brachiale
Terapia conservativa
Indicato per lesioni isolate o acute, prevede:
Riposo e modifica delle attività
Farmaci anti-infiammatori (FANS)
Iniezioni di corticosteroidi (in spazio subacromiale o direttamente nel solco intertubercolare con guida ecografica)
Fisioterapia mirata per migliorare la biomeccanica della spalla
Esercizi riabilitativi consigliati
Stretching del bicipite e della cuffia dei rotatori
Potenziamento del deltoide anteriore, sottoscapolare e muscoli scapolari stabilizzatori
Esercizi con elastici e pesi leggeri per migliorare la stabilità dinamica della spalla
Chirurgia
Indicato nei casi di fallimento della terapia conservativa o in presenza di lesioni associate.
Le principali tecniche chirurgiche includono:
Debridement artroscopico (in caso di lesioni parziali)
Acromioplastica associata a debridement
Tenotomia del CLBB
Vantaggi: meno invasiva, minori complicazioni
Svantaggi: rischio di deformità di Popeye, possibile perdita di forza
Tenodesi del CLBB
Tecnica preferita per pazienti giovani e attivi
Preserva la funzione biomeccanica del bicipite
Controversie nella scelta del trattamento
Esistono ancora dibattiti sulla superiorità della tenodesi rispetto alla tenotomia. Studi suggeriscono che la tenodesi sia associata a migliore funzione e ridotta perdita di forza, mentre la tenotomia è meno complessa e con tempi di recupero più rapidi.
Conclusioni
Il CLBB è una struttura importante nella biomeccanica della spalla, con un ruolo ancora dibattuto. La diagnosi e il trattamento delle sue patologie richiedono un approccio multidisciplinare, integrando esame clinico, imaging e riabilitazione. Il trattamento chirurgico, se necessario, deve essere personalizzato per ogni paziente.
Potrebbe interessarti:












