
Introduzione
Nel mondo moderno, l’uso prolungato di dispositivi multimediali come smartphone e computer porta spesso a mantenere posture scorrette, in particolare a livello cervicale. Questo tipo di posizione induce uno spostamento in avanti della testa, con aumento della lordosi cervicale superiore e appiattimento del tratto cervicale inferiore. Ne derivano alterazioni fisiologiche, squilibrio muscolare, tensione nei movimenti di estensione del collo e debolezza dei muscoli flessori cervicali profondi.
I flessori cervicali profondi sono muscoli stabilizzatori fondamentali: presentano una grande densità di fusi neuromuscolari e contribuiscono al tono posturale e al controllo della posizione della testa. Una postura cervicale alterata può causare dolore, cefalea e ulteriore debolezza muscolare.
Per migliorare questa condizione, diversi studi hanno proposto esercizi specifici per il rinforzo dei flessori cervicali profondi¹²³.
Il concetto di catena posturale si riferisce all’interconnessione tra le articolazioni: un cambiamento in un distretto corporeo può influenzare la postura e l’attivazione muscolare di altri segmenti. La colonna vertebrale, dal tratto cervicale al coccige, agisce come un sistema integrato. Una disfunzione posturale locale può quindi propagarsi lungo tutta la colonna, coinvolgendo il tronco e il bacino.
Secondo Hamaoui et al., l’attività muscolare di tronco e arti inferiori varia in base alla postura seduta, confermando l’effetto sistemico della postura sul tono muscolare globale.
In questo sistema interconnesso, i muscoli addominali giocano un ruolo cruciale nella stabilizzazione del tronco. Una loro debolezza compromette il controllo posturale e aumenta il rischio di lombalgia. Per questo motivo, gli esercizi di rinforzo del core sono comunemente usati per ridurre il dolore lombare.
Scopo
Pochi studi hanno analizzato l’effetto della postura cranio-cervicale sull’attivazione dei muscoli addominali.
Questo studio ha l’obiettivo di valutare l’attività dei muscoli addominali in base ai cambiamenti della postura cranio-cervicale sul piano sagittale, analizzando questa relazione nella posizione hook-lying (supina con anca e ginocchio flessi a 60°).
Soggetti
Lo studio ha coinvolto 12 giovani adulti sani.
Metodi
Ogni partecipante ha assunto una posizione supina con anche e ginocchia flesse a 60°.
Sono state analizzate le attività elettromiografiche superficiali dei seguenti muscoli:
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Trasverso dell’addome
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Obliquo interno
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Obliquo esterno
Le registrazioni sono state effettuate in tre diverse posture cranio-cervicali:
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Estensione
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Neutrale
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Flessione
Risultati
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Il trasverso e il retto addominale hanno mostrato un aumento significativo dell’attività muscolare in flessione cranio-cervicale, rispetto alla posizione neutra e all’estensione.
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L’obliquo esterno ha mostrato maggiore attivazione sia in flessione che in estensione rispetto alla posizione neutra.
Conclusione
La flessione cranio-cervicale risulta efficace nel potenziare l’attivazione dei muscoli addominali, soprattutto del trasverso e del retto addominale.
È quindi consigliabile valutare e correggere la postura cranio-cervicale durante:
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esercizi di stabilizzazione del tronco,
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allenamento del core,
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trattamento di disturbi della colonna vertebrale.
Questi risultati supportano l’integrazione del controllo cervicale negli esercizi posturali e riabilitativi.
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