Efficacia della fisioterapia dopo la sostituzione totale del ginocchio

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Impianto protesico personalizzato al ginocchio utilizzato nella chirurgia di sostituzione totale articolare
Esempio di impianto protesico su misura applicato al femore e alla tibia in un intervento di artroprotesi totale di ginocchio.

Efficacia degli esercizi di fisioterapia dopo la sostituzione totale del ginocchio: revisione sistematica e meta-analisi.

Dal 31 marzo 2013, oltre 75.000 protesi totali di ginocchio sono state eseguite dal NHS in Inghilterra e Galles, con circa il 97% dei casi dovuti a problemi osteo-artrosici. Negli Stati Uniti, nel 2010, il numero stimato di interventi di sostituzione totale del ginocchio è stato di 719.000.
L’osteoartrosi rappresenta la principale causa di dolore e disabilità negli anziani. Quando i trattamenti farmacologici e conservativi non bastano, si procede con la sostituzione articolare.

La riabilitazione gioca un ruolo cruciale, in particolare la fisioterapia e l’esercizio fisico. Durante il ricovero, l’obiettivo è mobilizzare il paziente e raggiungere le funzioni necessarie alla dimissione. Dopo le dimissioni, fisioterapia ed esercizio favoriscono un recupero più rapido, ma la durata e i contenuti dei programmi variano.

Minns Lowe e colleghi, in una revisione del 2007, avevano analizzato 6 studi clinici randomizzati con 614 pazienti. Dato che ulteriori studi sono stati pubblicati dopo il 2007, gli autori dell’attuale studio hanno voluto aggiornare la revisione, valutando l’efficacia della fisioterapia post-dimissione con esercizi specifici.

Background e obiettivi

La fisioterapia e l’esercizio fisico sono comunemente raccomandati dopo la sostituzione totale del ginocchio. Tuttavia, non esiste uno standard definito per durata e contenuto degli interventi.
L’obiettivo principale di questo studio è stato aggiornare la revisione sistematica del 2007, utilizzando anche una meta-analisi, per valutare l’efficacia degli esercizi post-dimissione in pazienti con protesi totale primaria di ginocchio.

Metodi

Gli autori hanno consultato i database MEDLINE, Embase, PsycInfo, CINAHL e Cochrane CENTRAL, fino al 4 ottobre 2013, cercando studi randomizzati sugli esercizi di fisioterapia in adulti operati di protesi totale.
Sono stati esaminati:

  • Dolore riferito dal paziente

  • Funzionalità

  • Range of Motion (ROM)

  • Prestazioni funzionali

Risultati

Sono stati inclusi 18 studi randomizzati, con un totale di 1.739 pazienti. Gli interventi confrontati comprendevano:

  • Esercizi fisioterapici vs. nessuna fisioterapia

  • Trattamento domiciliare vs. ambulatoriale

  • Idrokinesiterapia vs. palestra

  • Camminata semplice vs. fisioterapia mirata

I pazienti trattati con esercizi fisioterapici specifici hanno mostrato miglioramenti nella funzionalità fisica e nel dolore a 3-4 mesi, soprattutto in studi di qualità superiore.
Tuttavia, non sono emerse differenze significative tra i trattamenti domiciliari e ambulatoriali per dolore e funzionalità.

L’idrokinesiterapia o l’aggiunta di esercizi di equilibrio non ha portato a benefici evidenti. Solo uno studio ha mostrato miglioramento a lungo termine della deambulazione con fisioterapia mirata allo schema del passo.

Conclusione

La fisioterapia post-operatoria mostra benefici a breve termine nella funzionalità fisica, anche se le evidenze si basano su studi di piccole dimensioni. Benefici a lungo termine, invece, non sono stati dimostrati in modo chiaro.
Servono strategie riabilitative personalizzate per migliorare i risultati per la maggioranza dei pazienti, soprattutto quelli che non traggono benefici immediati.
Inoltre, è fondamentale gestire le aspettative del paziente fin dalla fase preoperatoria.

Discussione

I risultati funzionali e sul dolore a lungo termine sono spesso inferiori alle aspettative. Studi citati mostrano che:

  • Il 14-36% dei pazienti non migliora o peggiora a 12 mesi

  • Solo il 50% ha avuto un miglioramento clinicamente significativo a 16 mesi

  • Il 10-34% dei pazienti lamenta dolore persistente

Le strategie di riabilitazione dovrebbero essere mirate, personalizzate e orientate alla partecipazione attiva del paziente.
Il range di movimento (ROM) è un indicatore utile, ma non sufficiente se persistono dolore e disfunzioni.
Servono studi più ampi e specifici, che valutino parametri funzionali concreti come la capacità di camminare e la qualità della vita.

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