Valutazione dell’allineamento sagittale cervicale: MRI vs radiografia laterale in pazienti con ernia del disco cervicale

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Illustrazione di un'ernia del disco cervicale, che mostra il midollo spinale, il nucleo polposo e il disco erniato.
Anatomia di un'ernia del disco cervicale e suo impatto sul nervo spinale.

La risonanza magnetica è un’alternativa alla radiografia laterale in posizione eretta per valutare l’allineamento sagittale cervicale in pazienti con ernia del disco cervicale.

Negli ultimi anni, l’equilibrio sagittale della colonna vertebrale ha ricevuto crescente attenzione dai chirurghi spinali. Un corretto equilibrio sagittale permette di mantenere la postura eretta con minimo dispendio energetico e garantisce lo sguardo orizzontale. Al contrario, la perdita dell’equilibrio comporta maggiore attivazione muscolare, consumo energetico e comparsa di sintomi clinici.

L’equilibrio sagittale cervicale è cruciale quanto l’allineamento pelvico e toraco-lombare ed è strettamente correlato alla funzionalità complessiva della colonna vertebrale. Tuttavia, alcune strutture ossee come le spalle, il bordo superiore dello sterno, T1 o C7 non sono chiaramente visibili nelle radiografie laterali in posizione eretta, rendendo le misurazioni poco precise.

La risonanza magnetica (MRI), invece, mostra chiaramente i punti di riferimento anatomici, permettendo misurazioni più accurate. Poiché la MRI viene eseguita in posizione supina, mentre la radiografia avviene in posizione verticale, è importante valutare se le differenze posturali influenzano le misurazioni dei parametri sagittali cervicali.

Questo studio ha analizzato e confrontato i parametri sagittali cervicali rilevati tramite radiografia e MRI in 143 pazienti con ernia del disco cervicale, per esplorarne correlazioni e differenze.

Metodi

Sono stati inclusi 143 adulti con ernia del disco cervicale, ognuno sottoposto a radiografia laterale in posizione eretta e MRI cervicale in posizione supina.

I parametri sagittali cervicali misurati e confrontati sono stati:

  • Angolo di Cobb C2-C7

  • Asse verticale sagittale C2-C7 (C2-C7 SVA)

  • Inclinazione cervicale (CT)

  • Pendenza di T1 (T1S)

  • Inclinazione del collo (NT)

I dati sono stati analizzati con campioni appaiati, correlazione di Pearson e regressione lineare.

Risultati

  • C2-C7 Cobb, C2-C7 SVA, CT e T1S: valori maggiori nelle radiografie rispetto alla MRI.

  • NT: valore minore nelle radiografie rispetto alla MRI.

  • Tutti i parametri sagittali cervicali mostravano correlazioni significative tra radiografia e MRI:

    • r = 0.699 per C2-C7 Cobb

    • r = 0.585 per C2-C7 SVA

    • r = 0.574 per CT

    • r = 0.579 per T1S

    • r = 0.613 per NT

Le equazioni di regressione tra MRI e radiografia erano:

  • C2-C7 Cobb MRI = 0.957 + 0.721 × C2-C7 Cobb X

  • C2-C7 SVA MRI = 6.423 + 0.500 × C2-C7 SVA X

  • CT MRI = 3.121 + 0.718 × CT X

  • T1S MRI = 7.416 + 0.613 × T1S X

  • NT MRI = 22.548 + 0.601 × NT X

Conclusioni sulla valutazione dell’allineamento sagittale cervicale: MRI vs radiografia laterale in pazienti con ernia del disco cervicale

I risultati suggeriscono che i parametri sagittali cervicali ottenuti con MRI in posizione supina possono essere utilizzati per prevedere l’allineamento cervicale in posizione verticale.

Ciò è particolarmente utile perché la chirurgia cervicale anteriore viene eseguita in posizione supina, coerente con la posizione della MRI.

In pratica, la MRI può fornire dati affidabili per:

  • la pianificazione chirurgica

  • la scelta dell’angolo di fusione appropriato

  • la ricostruzione dell’equilibrio sagittale cervicale

Questo studio fornisce quindi un riferimento importante per i chirurghi ortopedici nel valutare l’allineamento cervicale senza ricorrere esclusivamente alla radiografia in piedi.

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