
Effetto trasversale di un programma di esercizi per anca e ginocchio sulle prestazioni funzionali in individui con sindrome del dolore femoro-rotuleo
Introduzione
La sindrome del dolore femoro-rotuleo (PFPS) include diverse condizioni che provocano dolore nella parte anteriore del ginocchio. Colpisce frequentemente atleti e persone sottoposte a carichi ripetitivi sugli arti inferiori. La prevalenza è alta tra i giovani adulti attivi, fino al 25%, con una maggiore incidenza nelle donne.
È nota anche con altri termini: dolore anteriore del ginocchio, disfunzione patello-femorale, sublussazione rotulea, o sindrome da compressione patellare.
Cause e meccanismi
Sebbene l’eziologia non sia completamente chiarita, si ritiene che carichi ripetitivi sull’articolazione patello-femorale causino danni alla cartilagine retropatellare e all’osso subcondrale. Gli squilibri muscolari durante l’estensione del ginocchio stimolano le fibre nocicettive sinoviali e del retinacolo, generando dolore. Le forze aumentano durante attività come corsa, salite, discese di scale o posizione seduta prolungata con le ginocchia flesse a 90°. Un ruolo chiave è svolto dal mal-tracking rotuleo nella troclea femorale.
Fattori contribuenti
Diversi elementi favoriscono la PFPS:
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Squilibri tra vasto mediale obliquo e vasto laterale.
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Accorciamento di retinacolo laterale, hamstring, bandelletta ileotibiale, gastrocnemio.
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Eccessiva pronazione dell’articolazione sottoastragalica.
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Debolezza muscolare prossimale, specialmente a livello dell’anca. Nei pazienti con PFPS si osserva riduzione della forza nei rotatori esterni, abduttori ed estensori dell’anca, e talvolta anche in flessione e rotazione interna.
Trattamento e approcci riabilitativi
Il trattamento iniziale è conservativo. Gli interventi possibili includono:
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Rafforzamento del quadricipite
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Stretching
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Biofeedback
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Terapia manuale
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Ortesi plantari
Nei pazienti con instabilità dell’anca, sono consigliati esercizi per rinforzare flessori, abduttori e rotatori esterni dell’anca. I programmi combinati (anca + ginocchio) risultano più efficaci nel ridurre il dolore (>=15% VAS) rispetto a quelli focalizzati solo sul ginocchio.
Obiettivo dello studio
Valutare l’efficacia di un programma di esercizi per anca e ginocchio sulle prestazioni funzionali in soggetti con PFPS, usando test come hopping performance e il Kujala score. Inoltre, è stata confrontata l’efficacia tra due sequenze di esercizi: iniziare con anca o iniziare con ginocchio.
Esercizi inclusi
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Esercizi per quadricipiti:
Inner range knee extension: estensione del ginocchio con fascia elastica sopra il ginocchio contro resistenza.
Wall sits/slides: mantenere la schiena contro il muro, piegati a 45°, tenendo la contrazione del quadricipite.
Open chain knee flexion/extension: estensione e flessione del ginocchio seduti, con o senza banda elastica.
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Esercizi per gluteo medio:
Clamshell: sdraiati sul fianco, ginocchia piegate a 90°, solleva il ginocchio superiore mantenendo i talloni uniti.
Side-lying leg lifts: da sdraiati sul fianco, gambe distese, solleva la gamba superiore mantenendo il bacino stabile.
Standing side lifts: in piedi, solleva lateralmente la gamba contro resistenza o mantenuta per alcuni secondi.
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Esercizi per il grande gluteo:
Bridging: sdraiati, solleva il bacino contraendo i glutei, mantenendo la colonna neutra.
Possibili progressioni: one-leg bridge (ponte su una gamba) o standing leg lifts da posizione prona.
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Esercizi per core:
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Bent knee fall out: sdraiati, abbassa lentamente una gamba piegata lateralmente mantenendo il bacino stabile.
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Leg slide: sdraiati, slitta il piede lungo il pavimento restando stabile.
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Plank: posizione prono su avambracci e punte dei piedi, mantenendo una linea retta dal corpo.
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Questi esercizi mirano a migliorare la forza nei quadricipiti, nei glutei (medio e massimo) e nel core per garantire controllo femorale e stabilità.
Conclusione
L’articolazione patello-femorale beneficia di un programma di esercizi combinato (anca + ginocchio), che migliora dolore e funzionalità. L’inclusione di esercizi per core e glutei rinforza il controllo dinamico, favorendo un recupero più efficace e sostenibile.












